Il Lavoro ti Stressa? Leggi i Consigli dell’Esperto

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Avere un lavoro in cui si devono mettere alla prova il proprio senso critico, la creatività e le abilità di problem-solving può rappresentare un’esperienza stimolante, permettendoci di metterci in gioco e sviluppare costantemente nuove abilità e modi di approcciarci alla realtà.

Tuttavia, ci possono essere situazioni in cui il lavoratore non si sente più in grado di affrontare le sfide professionali, percependole al di sopra delle proprie possibilità. In questi casi può facilmente svilupparsi una condizione di stress definito “lavoro-correlato”.

Le conseguenze di ciò portano il lavoratore a sentirsi particolarmente sotto pressione e incapace di assolvere ai propri compiti, provocando, a valanga, un calo dell’autostima, vissuti di fallimento e di isolamento e ansia da prestazione, a cui vanno sommati tutta una serie di possibili disturbi psico-somatici (mal di testa, problemi del sonno, stanchezza cronica, difficoltà di digestione, disturbi del sistema nervoso).

Se tale condizione si protrae nel tempo può sfociare in patologie psichiche molto più gravi, come la “sindrome da burn out” e la nevrastenia, comunemente nota come esaurimento nervoso. Capire cos’è lo stress lavoro-correlato, cosa può causarlo e come si può fronteggiare è fondamentale per il proprio benessere professionale e personale.

Stress lavoro-correlato: cos’è?

Può essere definito come una discrepanza che coinvolge ciò che l’ambiente di lavoro richiede e quello che il lavoratore si sente in grado di dare. Prendiamo il caso in cui la propria professione imponga scadenze molto ravvicinate per vari compiti complessi: il lavoratore può facilmente essere portato a ritenersi incapace di affrontare con successo tali richieste, perché svolgere i compiti velocemente e bene spesso risulta quasi impossibile (o ci si concentra sulla rapidità o sull’accuratezza). Tale contrasto può diventare facilmente fonte di stress e avere un impatto negativo sull’individuo.

Stress lavoro-correlato: da cosa è causato?

Tra le cause di questa condizione si ritrovano anche aspetti legati all’organizzazione e all’ambiente lavorativo. Proprio per questi motivi, i datori di lavoro sarebbero tenuti a monitorare costantemente all’interno della loro azienda il rischio di esporre il personale a tale forma di stress, riducendo al minimo i potenziali fattori scatenanti.

Cosa può fare il lavoratore. Fondamentale è capire se ansia e tensione sono strettamente legate al lavoro oppure dipendono anche da altri fattori (problemi in famiglia, incertezze economiche, mole eccessiva di impegni e responsabilità personali). Se lo stress è legato solo alla sfera lavorativa, per prima cosa sarà importante cercare di lasciare il più possibile le preoccupazioni sul posto di lavoro, per evitare che vengano estese anche ad altri ambiti della propria vita. Il passo successivo è parlare con qualcuno dei propri vissuti di inadeguatezza e ansia: con i datori di lavoro (che sono tenuti a prendere in considerazione e affrontare tali problematiche) e con un professionista della salute mentale, perché possa offrire il supporto necessario a recuperare il controllo della propria attività e la serenità a livello professionale. Nel caso ci si senta senza via di uscita, una soluzione drastica potrebbe anche riguardare la possibilità di dare una svolta alla propria carriera professionale, cambiando ambiente di lavoro

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