Le Tappe dello Sviluppo Psicosociale del Neonato da 0 a 2 Anni

Le Tappe dello Sviluppo Psicosociale del Neonato da 0 a 2 Anni

Questo è il terzo ed ultimo di una serie di articoli sullo sviluppo dei bambini dai 0 ai 2 anni. Leggi il secondo articolo di questa serie cliccando qui.

Lo sviluppo dei bambini inizia alla nascita. Anche se lo sviluppo infantile non è una scienza esatta e ogni neonato cresce e si sviluppa al suo proprio ritmo i seguenti aspetti dello sviluppo psicosociale del neonato sono dei punti di riferimento utili da tenere a mente per ogni neo-genitore.

La teoria psicologica tradizionale sostiene che la personalità viene plasmata da come un bambino viene allevato durante l'infanzia, con particolare riguardo alle cure materne. Vediamo di seguite alcuni concetti chiave e punti di riferimento utili per comprendere meglio lo sviluppo dei bambini piccoli da 0 a 2 anni.

1. Lo sviluppo emotivo

Le emozioni contribuiscono notevolmente all’interazione tra genitori e figli, persino i neonati sono in grado di esprimere molteplici emozioni come gioia, rabbia, sorpresa, paura, tristezza, disgusto e interesse.

La prima reazione nei bambini è l’angoscia e la tristezza che si manifestano con il pianto. Dal punto di vista delle emozioni positive invece il neonato prova stupore, ed è capace di sorridere.

Verso gli 8 mesi le emozioni del bimbo diventano più specifiche e distinte. Tra i 6 e i 12 mesi si sviluppa la paura verso gli estranei anche se questo non accade per tutti e dipende dalle situazioni. La rabbia è un altro sentimento che si intensifica nel primo anno di vita.

Inoltre i bimbi incominciano a soffrire di ansia di separazione, ossia la paura di essere abbandonato dalla madre o da altre figure parentali che raggiunge l’apice intorno al 14 mese di vita per poi diminuire.

  • Emozione e cognizione

I diversi mutamenti emotivi dipendono da una metamorfosi dal punto di vista cognitivo. Verso i 10 mesi il bimbo incomincia ad affidarsi ai referti sociali per fornire delle risposte all'ambiente circostante. Nelle situazioni di incertezza regola la sua risposta emotiva in base a come reagiscono gli adulti di sua fiducia che si trovano con lui.

Nei primi mesi di vita il bambino non ha coscienza di sé, acquisterà questa consapevolezza solo dopo il primo anno di vita. Vi è un legame tra la scoperta del sé e l’emergere delle emozioni quali imbarazzo e timidezza.

2. Le origini della personalità

Le teorie su cui si basa la formazione della personalità sono essenzialmente due: la teoria comportamentista e la teoria psicoanalitica.

La teoria comportamentista sosteneva che la personalità viene plasmata dal modo in cui i genitori rinforzano o puniscono i vari comportamenti spontanei del bambino; di conseguenza, quello che il bambino diventa è in buona parte responsabilità delle azioni compiute dai genitori.

La teoria psicoanalitica ritiene che le esperienze nei primi 4 anni di vita sono decisive. Secondo Freud lo sviluppo psicologico inizia con la fase orale e si sviluppa nel secondo anno di vita con la fase anale. Eentrambe queste due fasi sarebbero causa di conflitti interiori in quanto un bimbo che non supera la fase orale può diventare 'fissato' su tutti gli aspetti che riguardano la bocca (come mangiare, bere, masticare o fumare) oppure un bimbo che non supera la fase anale da grande può diventare un fissato con l’igiene, la precisione, la pulizia, la puntualità ecc..

  • Erikson: la fiducia e l'autonomia

Secondo Erikson l'evoluzione psicologica si attua attraverso una serie di crisi psicosociali fondamentali, distribuite lungo il corso di tutta l'esistenza. La crisi dell'infanzia è relativa alla fiducia o sfiducia di base e durante questa crisi il bambino impara che il mondo è, o al contrario non è, un posto fondamentalmente sicuro dove i suoi bisogni fondamentali verranno soddisfatti. Analogalmente, Erikson pone l'idea di analità nel più ampio contesto della crisi dell'autonomia o vergogna e dubbio. Il bambino vuole governare le proprie azioni e il proprio corpo.

  • Mahler: separazione-individuazione

Nei primi mesi di vita, secondo Mahler, il rapporto madre-bambino è simbiotico. Attorno a 5 mesi, comincia un nuovo periodo che dura fino a circa 3 anni; si tratta del periodo di separazione-individuazione, durante il quale il bambino gradualmente sviluppa un senso di sé, distaccandosi dalla madre. Inoltre l'autrice ritiene che ogni fase dello sviluppo sia importante per la futura salute psicologica.

  • Temperamento: l'importanza della natura

Il temperamento viene definito come l'insieme di fondamentali e costanti predisposizioni innate che modulano l'espressione di attività, reattività, emozioni e socievolezza. Il temperamento affonda le sue radici nella moltitudine dei codici genetici che guidano lo sviluppo del cervello ed è influenzato da numerose esperienze prenatali. Elementi del temperamento sono evidenti fin dalla nascita ed entro i primi mesi esso è chiaramente delineato. Esistono nove caratteristiche fondamentali che delineano la personalità:

  1. Livello di attività: alcuni bambini sono già attivi prima di nascere, nell'utero, cioè scalciano parecchio; altri sono meno attivi.
  2. Ritmicità: presenza o meno di regolare cicli di attività, come mangiare e dormire.
  3. Apertura-chiusura alle novità: alcuni bambini si deliziano di ogni cosa nuova; altri si ritraggono da qualsiasi nuova esperienza.
  4. Adattabilità: alcuni bambini si adattano rapidamente al cambiamento; altri si irritano o reagiscono con molta ansia ai cambiamenti.
  5. Intensità di reazione: alcuni bambini si sbellicano quando ridono e urlano quando piangono; altri sono molto più calmi.
  6. Soglia di reattività: alcuni bambini sembrano percepire i più lievi stimoli, visivi, uditivi o tattili; altri non sembrano accorgersi neppure delle luce forti.
  7. Qualità dell'umore: alcuni bambini sembrano costantemente felici e sorridono; altri sembrano cronicamente infelici.
  8. Distraibilità: tutti i bambini piangono quando hanno fame, ma alcuni smettono se si dà loro un succhiotto o si canta una canzone, mentre altri continuano a protestare finché non vengono sfamati.
  9. Durata dell'attenzione: alcuni bambini giocano a lungo felici; altri si stancano rapidamente di un'attività e la lasciano per dedicarsi ad altro.

3. L'interazione genitore-bambino

Il modo in cui i genitori allevano i bambino e le caratteristiche innate del bambino stesso non sono gli unici fattori determinanti dello sviluppo psicosociale. Piuttosto, è l'interazione genitore-bambino a essere cruciale. Questa interazione è influenzata dalla personalità del genitore e dal temperamento del bambino, oltre che dallo stadio di sviluppo di quest ultimo.

  • La sincronia

Persino i bambini di poche settimane comunicano sul piano emotivo mediante suoni, movimenti ed espressioni facciali. Il neonato sembra copiare l'espressione di chi gli è vicino e pare osservare con uno sguardo intento alla ricerca di una reazione.

Molti genitori guardano con attenzione il proprio bambino, cercando di decifrare di che cosa ha bisogno e di rispondere di conseguenza. Questa tendenza ad agire reciprocamente comincia a emergere in episodi di sincronia, o interazione coordinata tra il bambino e la persona che lo accudisce, e consiste in un'armonia di gesti, espressioni e ritmo che può fare dei primi giochi non verbali un affascinante interscambio.

  • L'attaccamento

Come gli episodi di armonia tra genitori e bambini molto piccoli hanno attratto l'attenzione scientifica, così l'attaccamento tra genitori e bambini leggermente più grandi è stato oggetto di estese ricerche. L'attaccamento si può definire come un legame affettivo che una persona forma tra se stesso e un altro specifico essere umano, fonte di cure e di attenzioni.

  • Come si misura l'attaccamento

Ainsworth ha studiato l'attaccamento e ha scoperto che tutti i bambini sviluppano un attaccamento particolare nei confronti delle persone che si prendono cura di loro. Inoltre, l'autrice ha scoperto che alcuni bambini sono molto più sicuri di altri nel loro attaccamento.

Un attaccamento sicuro è quello da cui il bambino deriva benessere e fiducia; si manifesta nei tentativi di stare vicino al genitore ma anche nella prontezza a esplorare il mondo circostante.

Un attaccamento insicuro, al contrario, è caratterizzato da emozioni di paura, rabbia o apparente indifferenza nei confronti del genitore. Alcuni bambini possono mostrare un attaccamento insicuro che dà luogo a tre distinte reazioni.

  • Alcuni bambini sono ansiosi e oppositivi: si stringono nervosamente alla madre anche prima che lei si allontani per la prima volta e non manifestano alcun desiderio di esplorare la stanza dei giochi.
  • Altri bambini sono sfuggenti: intrattengono scarse interazioni con la propria madre, non mostrano alcun segno apparente di tensione quando lei si allontana;
  • Infine, alcuni bambini sono disiorientati, o disorganizzati,e presentano una miscela incoerente di comportamenti nei confronti della madre.
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