Le Tappe dello Sviluppo Cognitivo del Neonato da 0 a 2 Anni

Le Tappe dello Sviluppo Cognitivo del Neonato da 0 a 2 Anni

Questo è il secondo di una serie di articoli sullo sviluppo dei bambini dai 0 ai 18 anni. Leggi il primo articolo di questa serie cliccando qui.

Lo sviluppo dei bambini inizia alla nascita. Anche se lo sviluppo infantile non è una scienza esatta e ogni neonato cresce e si sviluppa al suo proprio ritmo i seguenti aspetti dello sviluppo cognitivo del neonato sono dei punti di riferimento utili da tenere a mente per ogni neo-genitore.

Per cognizione o capacità cognitive si intende l'interazione di tutte le capacità percettive, intellettuali e linguistiche coinvolte nel pensiero e nell'apprendimento.

1. L'intelligenza Sensomotoria

Piaget ritiene che il bambino cerchi attivamente di capire il mondo e ne elabori una comprensione che rifletti specifici stadi cognitivi,collegati all'età. Questo processo comincia dalla nascita e accelera rapidamente nei primi mesi di vita. Piaget chiamò il primo periodo dello sviluppo cognitivo, stadio dell'intelligenza sensomotoria.

L'analisi della cognizione infantile a opera di Piaget è ancora ampiamente accettata. Numerosi studi condotti su centinaia di bambini hanno replicato i risultati a cui Piaget inizialmente arrivò con i suoi tre figli.

  • I sei stadi dell'intelligenza sensomotoria

Secondo Piaget, l'intelligenza sensomotoria si sviluppa attraverso sei stadi,ognuno caratterizzato da una specifica modalità di comprensione del mondo.

  • Primo stadio: l'intelligenza sensomotoria comincia con i riflessi del neonato, quali succhiare, afferrare, guardare e ascoltare. Attraverso il ripetuto esercizio di questi riflessi, il neonato acquisisce informazioni sul mondo, che verranno usate per sviluppare il successivo stadio di apprendimento.
  • Secondo stadio: a circa 1 mese il bambino dà segni di adattamento all’ambiente ed entro i 3 mesi ha organizzato il suo mondo distinguendo, ad esempio, tra gli oggetti che gli provocano piacere con la suzione e quelli che invece gli provocano fastidio.
  • Terzo stadio: verso i 4 mesi il bambino acquisisce maggiore consapevolezza degli oggetti e delle altre persone e comincia a riconoscere alcune delle caratteristiche specifiche degli oggetti presenti nel suo ambiente.
  • Quarto stadio: il neonato ad 8 mesi è in grado di anticipare le azioni e il suo comportamento diventa finalizzato al conseguimento di uno scopo. In questa fase il neonato realizza la permanenza dell’oggetto ossia il fatto che un oggetto esista anche se non si trova all’interno del suo campo visivo.
  • Quinto stadio: dai 12 ai 18 mesi il bambino diventa un “piccolo esploratore" attivo del mondo che lo circonda.
  • Sesto stadio: dai 18 ai 24 mesi il bambino incomincia ad utilizzare delle rappresentazioni mentali prima di compiere azioni.

2. Lo sviluppo del linguaggio

In genere a 2 anni i bambini parlano con una padronanza del lessico e delle regole grammaticali di base che è spesso sorprendente.

Esistono due teorie su come i bambini apprendono il linguaggio. Skinner sosteneva che il bambino impara il linguaggio attraverso il rinforzo e l'associazione. Chomsky invece sosteneva che il bambino possieda un'innata capacità di comprendere e usare la struttura fondamentale del linguaggio e che ciascuna cultura,poi,insegni ai suoi bambini le particolari strutture,come il lessico e la grammatica,della sua lingua specifica. Entrambi hanno ragione in quanto i bambini sono geneticamente predisposti ad imparare il linguaggio ma i fattori esterni sono determinanti.

L'apprendimento del linguaggio è il risultato dell'interazione genitore-bambino. Il bambino è predisposto ad apprendere il linguaggio e gli adulti in tutto il mondo comunicano con i bambini usando una forma di linguaggio semplificato,detto baby talk o madrese,che si adatta alle capacità infantili di comprendere e ripetere.

  • Le fasi dello sviluppo del linguaggio

I bambini di tutto il mondo percorrono la stessa sequenza e presentano ritmi analoghi di sviluppo delle capacità linguistiche. La prima area in cui diventano competenti è la funzione del linguaggio, la comunicazione di idee ed emozioni. Entro i primi due anni di vita questa rudimentale abilità di comunicare evolve in un'impressionante padronanza della struttura del linguaggio,ossia delle parole e regole proprie della lingua materna del bambino.

  • Pianti, gorgheggi e vocalizzi: I bambini sono creature rumorose e producono una varietà di altri suoni persino nelle prime settimane di vita. Questi rumori diventano via via strilli, borbottii, mormorii e grida. Poi improvvisamente, a 6 o 7 mesi, i suoni cominciano a includere la ripetizione di certe sillabe un fenomeno definito lallazione. Per alcuni la lallazione è universale.
  • I gesti: Durante gli stessi mesi in cui appare la lallazione,i gesti diventano parte integrante dei tentativi deliberati di comunicare del bambino. L'indicare è spesso il primo gesto a essere utilizzato. Ma a 9 mesi cominciano a indicare oggetti, vocalizzare e a distinguere lo sguardo dall'oggetto per posarlo su un adulto. A 12 mesi appaiono altri gesti, solitamente modellati su quelli delle persone che li accudiscono.
  • La comprensione: A ogni stadio dello sviluppo i bambini capiscono molto più di quanto esprimano. Naturalmente, il contesto e il tono contribuiscono in maniera determinante a formare quel significato.
  • Le prime parole: A circa 1 anno un bambino in media dice una o due parole, non pronunciate molto chiaramente né usate molto precisamente. Il vocabolario aumenta gradualmente, di alcune parole al mese. A 18 mesi il bambino dice circa cinquanta parole e ne capisce molte di più, da questo momento in poi il lessico aumenta rapidamente di un centinaio, o più, di parole al mese. Il bambino applica le poche parole che conosce a un ampia gamma di contesti. Questa caratteristica, conosciuta come ipertensione, può indurre un bambino a chiamare qualunque cosa rotonda «palla», e un altro a chiamare tutti gli animali a quattro zampe «cane». A mano a mano che impara le prime parole, il bambino diventa di solito molto abile nell'esprimere le sue intenzioni. Anche una sola parola può esprimere un intero pensiero, che viene detto olofrase. È importante notare come l'estensione del vocabolario non è la sola né la migliore misura di un apprendimento linguistico precoce. Il punto cruciale del linguaggio precoce è la comunicazione, non il vocabolario.
  • Le prime combinazioni di parole: Circa sei mesi dopo che ha pronunciato le prime parole, il bambino comincia a combinare le parole tra di loro. Per combinare tra di loro le parole è necessaria una notevole padronanza linguistica perché, in molte lingue, l'ordine delle parole influisce sul significato della frase.

Il prossimo articolo di questa serie tratterà lo sviluppo psicosociale dei bambini da 0 a 2 anni.

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