Sindrome da Selfie: Cosa si nasconde dietro il Narcisismo Digitale?

Sindrome da Selfie Cosa si nasconde dietro il Narcisismo Digitale

Chi è e come si comporta un narciso? Da un punto di vista psicologico, questo termine ha connotati ben precisi, che nel loro insieme costituiscono un disturbo di personalità.

I narcisi sono convinti di essere speciali. Credono di avere talenti o fascino fuori dal comune, di meritare la frequentazione di ambienti e persone esclusive, di status elevato. Si tratta di persone che fantasticano su un mondo di cui loro sono i protagonisti esclusivi e grandiosi, dotati di illimitato potere, successo e bellezza. Ma un protagonista, senza il suo pubblico adorante, non potrebbe dirsi tale: è per questo che, spesso, essi si accompagnano ad individui dalla personalità complementare alla loro, succube e dipendente; hanno bisogno di sentirsi ammirati, di potersi rispecchiare nell’adorazione altrui. Non è tutto oro quello che luccica: in determinati momenti, soprattutto quando il narciso non trova (o perde) una persona che lo ammiri come “meriterebbe”, il senso di vuoto e l’apatia possono sostituirsi all’esaltazione di sé. In questi casi, diventa evidente come arroganza e presunzione siano solo una faccia di una medaglia: sentimenti di vergogna, invidia e, appunto, vuoto cosmico sono forse la parte più “genuina” di questi pazienti.

Se esiste un’era dei narcisi, è la nostra. Gli smartphone, simili ad insetti tecnologici e lucidi, ci accompagnano letteralmente ovunque. Sono diventati i veicoli per comunicare ed annunciare al mondo chi siamo, o meglio, chi vorremmo essere. Il tasto share (condividi) ha un potere “narcisizzante” su molti, moltissimi: “ho incontrato qualcuno di famoso/ ho vissuto un momento di amore felice/ ho visitato una SPA di lusso? Devo fare una foto! Non so perché, ma devo.” Il bisogno di essere ammirati si soddisfa tramite quei cuoricini e quei pollici alzati che innalzano il livello di dopamina del cervello, creando piacere. Grazie ai “like” ai nostri selfie, per una manciata di secondi, i neuroni lanciano scariche che convincono la persona che sì, è effettivamente speciale, grandiosa, diversa dagli altri, e che la vita che conduce è meritevole di ammirazione.

Cosa si nasconde, quindi, dietro alla grandiosità, al lusso ed alla perfezione dei volti e corpi che straripano su Instagram? In altre parole, cosa succede quando i like non arrivano? La risposta è, forse, la stessa che si nasconde dietro al disturbo narcisistico di personalità: si rivela l’assenza di fiducia in sé stessi, il “vuoto” di vivere, ed un bisogno enorme di conferme esterne. Questi aspetti non sono però attribuibili ad una singola persona, ma ad un intero e nuovissimo modo di pensare e valutare l’esperienza umana: il lato oscuro dei selfie.

Un apprezzamento sui social significa che si è stati visti: “piaccio, dunque esisto”. Le esperienze “vissute e basta” non sono ancora considerate prive di valore, o inesistenti, ma in un futuro, per alcuni, potrebbero diventarlo. Un giorno, si potrebbe cominciare a pensare che, se qualcosa non è stato fotografato e condiviso, non sia davvero accaduto. Sarebbe questo a dirci che il narcisismo è diventato psicosi.

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