Cyber-Bullismo (Cyber-Bullying): Cos’è e Come Prevenirlo

Cyber-Bullismo (Cyber-Bullying): Cos’è e Come Prevenirlo

La tecnologia è diventata oggi indispensabile: i vantaggi che derivano dall’utilizzo di strumenti tecnologici ci permettono di ottimizzare tempo e risorse nella gestione di vari aspetti professionali e personali. Tuttavia, con i benefici, sono aumentati anche i rischi, soprattutto per i più giovani; numerosi e preoccupanti sono i fenomeni di cyber-bullismo (cyber-bullying), che si stanno diffondendo in modo quasi incontrollato in vari paesi. Il cyber-bullismo può essere definito come un atto di sopraffazione che avviene attraverso l’utilizzo di strumenti multimediali (cellulare, computer, tablet).

Come si manifesta?

A differenza del bullismo non sempre include uno scontro faccia-a-faccia ma si manifesta principalmente come una serie di attacchi ripetuti attraverso lo schermo di un pc o di uno smartphone. Gli attacchi possono avere luogo in chat pubbliche o private (tramite sms, Whatsapp o simili), sui social network (Facebook, Twitter...) o tramite e-mail; consistono generalmente in offese, battute pesanti, rivelazioni di informazioni private o foto personali, diffusione di falsi pettegolezzi per denigrare la vittima e danneggiarne l’immagine pubblica.

Chi sono le potenziali vittime?

Possono esserne colpiti adolescenti e bambini che già dispongono di un accesso ad uno strumento multimediale, ma, recentemente, si è visto che anche gli adulti possono trovarsi sotto l’attacco di “bulli da tastiera“.

Come prevenirlo?

Il cyber-bullismo viene ritenuto, a torto, meno dannoso del bullismo “classico”, poiché non prevede uno scontro fisico ma utilizza principalmente l’attacco verbale. In realtà può causare danni psicologici molto seri in coloro che lo subiscono: calo dell’autostima, insicurezza, vergogna, stigma e ritiro sociale (sia online che offline), fino a pensieri e tentativi di suicidio, quando la situazione viene percepita come non più tollerabile. È fondamentale, quindi, non sottovalutare il peso di particolari azioni che possono avvenire in ambiente virtuale: insultare o rivelare informazioni private su terze persone on-line, senza il consenso dell’interessato/a, costituisce un vero e proprio reato punibile dalla legge. Inoltre, tutto ciò che viene pubblicato in rete (post, immagini e chat), anche se viene cancellato dall’autore, lascia una traccia indelebile e può essere recuperato e diffuso: si deve sempre fare attenzione a ciò che si pubblica sui social network o privatamente in chat selezionando accuratamente le persone “fidate” con cui condividere particolari informazioni o immagini.

È fondamentale che i genitori informino i figli sui pericoli che si possono nascondere on-line e sulla necessità di salvaguardare la propria privacy, negli ambienti virtuali così come nella vita reale. Può essere utile insegnare ai bambini e ai ragazzi a porsi questa domanda prima di pubblicare qualsiasi cosa in rete: “In futuro, potrei pentirmi di avere condiviso questa foto/post online?”. Inoltre, se vengono notati nei propri figli strani comportamenti legati all’uso degli strumenti tecnologici (uso compulsivo o rifiuto dello smartphone e del pc, cambiamenti repentini di umore associati alla lettura di messaggi sul cellullare o sul computer, particolare segretezza nel custodire e gestire il proprio smartphone o il proprio account sui social network) sarebbe opportuno cercare di instaurare un dialogo, con l’obiettivo di comprendere se essi siano coinvolti in una situazione di cyberbullismo.

The International Psychology Clinic

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