Come Liberarsi Dai Pensieri Negativi In Modo Definitivo

Come Liberarsi Dai Pensieri Negativi In Modo Definitivo

A tutti può capitare la classica “giornata storta”: niente va come dovrebbe (o come si desidera), ogni cosa sembra accadere con il chiaro obiettivo di creare difficoltà e complicazioni, l’umore è nero. In questo caso può essere normale che si sperimentino delle sensazioni negative, che si sviluppano dall’idea che quel particolare problema o difficoltà dipenda da noi, dal nostro atteggiamento o da un’azione sbagliata da noi compiuta. Pensieri negativi di questo tipo possono essere definiti passeggeri e legati al momento che si sta vivendo.

Diversa invece è la situazione in cui pensieri negativi tendono ad apparire in modo ricorrente, tanto da diventare delle vere e proprie ossessioni e da presentarsi, in modo quasi automatico, in varie situazioni della propria esistenza. Questi pensieri spesso nascondono difficoltà più profonde (ad esempio, una scarsa autostima o un’elevata ansia sociale) e possono provocare delle vere e proprie distorsioni cognitive, ovvero delle percezioni falsate della realtà e degli eventi, accompagnate da emozioni e sensazioni negative che causano stress ed incidono negativamente sul benessere psicologico.

Le più frequenti distorsioni cognitive riguardano:

* La modalità di pensiero “bianco/nero”, “tutto/nulla”: detta anche pensiero dicotomico o polarizzato, si riferisce ad un modo estremizzato di considerare e categorizzare le esperienze vissute, che possono essere giudicate come o totalmente buone o totalmente cattive. In questo caso si rischia di non vedere i possibili aspetti positivi di una situazione difficile o, viceversa, di non considerare adeguatamente i rischi e le limitazioni di una situazione apparentemente favorevole.

* L’eccessiva generalizzazione, per cui un evento specifico viene assunto come regola generale. Questo accade soprattutto nelle esperienze negative, che vengono prese come conferma assoluta della propria mancanza di valore o capacità: “non ho avuto quel posto di lavoro, è la conferma che sono un buono a nulla!”.

* La catastrofizzazione, che si manifesta soprattutto nelle situazioni di ansia: i propri pensieri si fissano sulle possibili conseguenze negative, spingendo a delineare i peggiori scenari futuri: “Se gli chiedo di uscire riderà di me e mi considererà una stupida”.

* La lettura del pensiero, detta anche modalità di previsione del futuro. In questa modalità si tende a prevedere il pensiero e le azioni delle altre persone, ipotizzando, di base, un loro atteggiamento critico o negativo nei propri confronti, pur non avendone prove certe: “La mia collega stamattina non mi ha rivolto parola, deve avercela con me”.

* Rimuginare sui propri “doveri”. In questo caso si tende ci si impongono ipotetici doveri, nel tentativo di sentirsi più accettati dagli altri o di ottenere migliori risultati (“Dovrei essere più estroverso”, “Potrei mostrarmi più disponibile”). Spesso questa distorsione è causata da scarsa autostima.

Le distorsioni cognitive spingono a sminuirsi e a percepirsi in modo negativo, per questo motivo è importante riconoscerle e affrontarle.

Allo scopo di riflettere in modo critico sulle distorsioni che danneggiano la nostra vita può essere utile identificarle non appena il pensiero si presenta alla mente e prenderne nota, per soffermarsi, in un secondo momento a cercare interpretazioni alternative e possibili angolazioni o sfumature che ridimensionino la percezione negativa di sé.

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