Come Funziona la Terapia Psicologica per la Gestione del Dolore Cronico?

Chronic Pain Counselling in London | Treatment & Therapy

Cos’è il dolore cronico e quali vissuti comporta?

Il dolore cronico è un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole, associata o meno a danno dei tessuti, che dura da più di tre mesi dall’evento scatenante. Questa sensazione può non essere direttamente collegata all’origine del disturbo e si caratterizza per importanti conseguenze sulla qualità di vita della persona (riduzione delle autonomie personali, alterazione delle abitudini sociali e lavorative, insonnia, tendenza all’isolamento, comorbidità con sintomi di tipo ansioso-depressivi se non con veri e propri disturbi clinici).

Chi soffre di dolore cronico spesso può provare la sensazione di non essere compreso in ciò che sta vivendo ed incontrare scetticismo rispetto al proprio vissuto di dolore che invece andrebbe accettato come reale e non sottovalutato. Farmaci e chirurgia possono essere in alcuni casi inefficaci mentre si rivelano essere utili tecniche che vanno ad agire sugli aspetti emotivi e cognitivi legati a questo tipo di disturbo. Coloro che soffrono di dolore cronico hanno spesso un disperato bisogno di aiuto ed utilizzare un trattamento che vada a regolare questi aspetti può influenzare significativamente l’esito terapeutico.

L’utilizzo della terapia cognitivo-comportamentale (CBT)

La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) utilizza delle tecniche mirate proprio ad agire su quegli aspetti emotivi e cognitivi che sono strettamente legati al dolore cronico: permette di insegnare ai pazienti delle strategie che possono rivelarsi utili nel far fronte alla propria esperienza algica.

Lo scopo di questo tipo di terapia è quello di aiutare i pazienti a cambiare il modo di concepire e di gestire il proprio dolore. Diverse tecniche riguardano in particolare esercizi di rilassamento: il dolore infatti, portando naturalmente il corpo a contrarre i muscoli., a lungo termine riduce il flusso di sangue nell'area dolorosa e rallenta il processo di guarigione. I muscoli contratti possono essere una fonte diretta di dolore per cui la regolazione della respirazione e il rilassamento progressivo possono aiutare nella riduzione dell’esperienza algica.

Altre tecniche che si sono rivelate essere utili riguardano la pianificazione delle fasi di addormentamento, la programmazione di attività piacevoli salutari e distraenti e la ristrutturazione cognitiva, e hanno il potenziale di alleviare l'intensità del dolore, di migliorare la qualità di vita e di migliorare la funzione fisica ed emozionale. Altre tecniche sono volte ad aumentare la consapevolezza della persona rispetto al proprio dolore: tenere un diario giornaliero in cui la persona registra il suo livello di dolore in diversi momenti della giornata, insieme alla sua attività e al suo umore, può far emergere come la sensazione algica sia influenzata da ciò che si fa o pensa in un determinato momento. Appare inoltre fondamentale un lavoro sui meccanismi di attribuzione causale favorendo il passaggio da un locus esterno a un locus interno in modo tale che la persona porti attivamente a termine l’intero percorso di cura e sia motivata a mantenere i risultati raggiunti nel tempo.

L’intervento CBT si inserisce all’interno di un intervento multidisciplinare sulla persona con l’obiettivo clinico di ostacolare pensieri e comportamenti che prolunghino o peggiorino la condizione algica e il senso di disabilità. Per questo è importante instaurare una relazione di empatia in cui la persona si senta compresa nel proprio vissuto ed accolta nella volontà di trovare strategie utili per poter ridurre l’impatto che il dolore cronico ha sulla sua vita.

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