Come Aiutare il tuo Bambino a Gestire l’Ansia da Separazione

Come Aiutare il tuo Bambino a Gestire l’Ansia da Separazione

La linea che separa la patologia dalle normali reazioni a situazioni difficili della vita è molto sottile. L'ansia da separazione può essere considerata sia una parte del normale processo evolutivo di un bambino, sia una condizione patologica che necessita di intervento psicologico.

Parliamo di ansia da separazione “fisiologica”: uno dei momenti più critici è quello dell’inizio dell’asilo. Solitamente, è proprio in questa fase che i bambini (ma anche i genitori) cominciano a sperimentare la libertà e la gioia di esplorare, da un lato, e un intenso senso di perdita, dall’altro. Anche se non si va all’asilo, si può entrare in questa fase con l’avvento dei primi gattonamenti, tra i 6 e i 9 mesi: è anche imparando a spostarsi che i neonati iniziano a rendersi conto di essere individui a sé, separati dalla madre.

Questa consapevolezza può portare ad uno sforzo costante di avere la figura di riferimento sott’occhio, tramite pianti e proteste che possono far sentire i genitori come se si stesse “regredendo” a quando il bimbo o la bimba era appena nato. In realtà, è tutto parte del processo che rende gli esseri umani autonomi. Questa fase di estrema preoccupazione è normale e, nella maggior parte dei casi, è destinata a finire.

Come superare al meglio questa fase?

1. Dedicatevi ai vostri figli. No limits alle coccole

Sembrerà banale, ma è fondamentale che cerchiate di mantenere vivo il contatto fisico e di assecondare le richieste del vostro pargolo. Se in età da allattamento, potrebbe richiedere più spesso del solito il seno: concedetevi senza paura. Non lo state “viziando”; lo state aiutando a coltivare fiducia nel genere umano. Una bella responsabilità!

2. Non sentitevi in colpa

Quando iniziate a lasciare vostro figlio ai nonni, babysitter o all’asilo, è possibile percepire una sorta di buco nello stomaco, almeno le prime volte. Ma separarsi dai bambini non significa fargli del male, anzi, è concedergli lo spazio di essere se stessi anche senza il controllo dei genitori. Separarsi con serenità diventa un’altra forma di amore (mai sentito il detto “se ami qualcuno, lascialo andare”?).

3. Parlate al vostro bambino

Anche in fase pre-verbale, i bambini percepiscono chiaramente i toni di voce e le loro connotazioni emotive. E’ quindi utile fare dei piccoli “discorsetti” in cui spiegare - un po’ a se stessi, un po’ al proprio figlio/a - che cosa sta succedendo, perché vi state separando e quando vi rivedrete.

4. Siate chiari nei saluti

Prima di lasciare il vostro bimbo/ la vostra bimba alla cura altrui, dedicategli qualche secondo di saluto, magari creando un piccolo rituale (un sorriso, una carezza, qualunque gesto che comunichi calore e allegria) che possa essere ripetuto prima di ogni separazione. In ogni caso, meglio evitare di svignarsela senza aver detto qualche parola di congedo, perché i piccoli, per quanto piccoli, si accorgerebbero della vostra assenza e potrebbero sentirsi “traditi”.

5. Non minimizzate i sentimenti

Quando i bambini piangono per la paura di allontanarsi dai genitori, è meglio non minimizzare ciò che provano con frasi come “ma cosa piangi a fare?” o “quante storie…”. Ciò che provano in quel momento merita rispetto, anche se ascoltare quelle lacrime potrebbe smuovere qualcosa anche in voi. Piangere va bene!

Come riconoscere il Disturbo d’Ansia da Separazione?

Comunemente, entro alcune settimane dall’ingresso all’asilo, i bambini cominciano ad apprezzare giochi e compagni nuovi, e la paura lascia spazio all'esplorazione. Il tempo necessario perché ciò accada è variabile.Secondo il DSM (APA, 2013), la “Bibbia” della psichiatria, il DAS è riconoscibile in base alla durata, persistenza e intensità dei sintomi. Si parla di “malessere eccessivo” o “preoccupazione persistente” che colpirebbero i bambini nel momento in cui si prospetta la separazione dall'adulto a cui sono attaccati. Anche gli incubi ricorrenti riguardo al tema dell'abbandono sono un campanello d'allarme, così comesintomi fisici (es. mal di testa) in associazione alla separazione o minaccia di separazione dai genitori. Tuttavia, il significato di termini come “eccessivo” e “persistente” è soggettivo, e non esiste una linea di demarcazione netta tra ciò che è patologico e ciò che, magari, si rivela essere solo una fase della crescita.

Sono quindi il buon senso e l’istinto dei genitori ad avere l’ultima parola: se vi pare che sia presente un disagio troppo intenso e prolungato per essere considerato transitorio, è importante affidarsi ad un professionista competente in materia.

The International Psychology Clinic

The International Psychology Clinic

Per maggiori informazioni su Ansia da Separazioneprenota una consulenza con uno dei nostri esperti Psicologi Psicoterapeuti. Offriamo Consulenza Psicologica e Psicoterapia per Bambini e Famiglie presso le nostre sedi in Italia e a Londra. Consulta tutte le nostre cliniche comodamente online sulla pagina delle sedi.

Torna su
Open chat
Reach us on WhatsApp!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: